Michele, un’emozione leggerlo…
franco | 17 febbraio 2009Michele ci regala un saggio delle sue capacità narrative e del suo acume introspettivo con questa racconto della parte finale della C2C. Merita un articolo a parte e quindi oltre che sul miniforum lo riporto integralmente come qui. Il racconto è tutto emozionante, ma in particolare in qualche paragrafo, che non stenterete a riconoscere, sviscera al meglio lo spirito della C2C…
Grazie Grande Michele!
Da Michele (Muhlo)
E Tre
Mesi e mesi dopo la fine della seconda grande traversata, mi ritrovo in una notte di vento e grandine immerso in una estate torrida.
La mia è una condizione fortunata: domani potrò svegliarmi ed essere al lavoro, efficiente anche se avrò donato il sonno all’ascolto del mare e allo scrivere queste righe.
Ma lasciamo che il carro neuronale riporti indietro il volume richiesto…
“Avevo passato un’altra notte insonne cercando di mimetizzare il russare di jok con quanto di più melodioso la mia mente potesse concepire; ma fu tutto inutile, seppure il repertorio fosse divenuto vasto, in nessuna composizione potei trovare rifugio.
Sicchè quando apparvero le prime luci del giorno, i miei occhi erano aperti da tempo.
Il risveglio fu segnato dal richiamo fascistoide di 66 che mise ad urlare dietro ogni finestra quanto fosse importante il nostro lavoro per agevolare lo sforzo bellico e vincere per sempre l’odiato nemico sempre in ascolto.
A me la mancata eiezione mattutina provoca un sensazione di vuoto, mentre a 66, seppur invitato a più voci, provoca un complementare deflusso nostalgico su tema littorio.
Ormai erano giorni che lui e fierottolo discutevano sulla scelta della soluzione finale: messa da parte l’antico alterco tra front e full (terminato col predominio di quest’ultima); i dubbi erano ora concentrati sulle possibili azioni di guerriglia da attuare contro un nemico cruento e bitumaro.
Ero quindi indeciso se alzarmi col piede sbagliato o sorridere al nuovo giorno.

























































