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Tracciare itinerari e tecniche di mappatura col GPS

Testo e foto di Franco Tedesco©

 

Premessa

I percorsi, prima di essere caricati sul gps, prendono vita da un’idea, da uno stimolo, ma sempre alla base c’è la voglia di esplorare ed aprire nuove vie per la comune passione non solo della mtb, ma anche dell’ambiente che ci circonda che specialmente qui in Sicilia, a parte i più famosi comprensori turistici quali l’Etna, non è stato, prima di adesso, catalogato in maniera omogenea in quanto a percorsi fuoristrada.

E un’idea  è stata il motore  che ci portò ad organizzare la  prima edizione della Coast2Coast, la “zero edition” del 2007, evento che catalizzò l’interesse di tanti biker di tutta la Sicilia.
L’idea era di effettuare una traversata che collegasse il Canale di Sicilia (Mediterraneo ) con il Tirreno, quindi Agrigento con Palermo, facendo scorrere sotto le nostre ruote, quanto più sterrato possibile.

La nascita degli itinerari gps

Chi tra di voi non si limita a caricare una traccia gps creata da altri biker sul proprio strumento, ma è “dall’altra parte”, cioè tra coloro che lo creano collegando in modo originale luoghi o tracciando varianti, considera il suo lavoro come una creatura da accudire sino al suo svezzamento.

Insomma è una vera e propria nascita, un accudire il nascituro, sino a verificarne la sua piena maturità e magari  “educarne” qualche suo aspettoe per renderlo più adatto agli scopi. Il parallelismo con il nascituro mi è caro, per giustificare una certa mia “gelosia” verso i percorsi  creati.  Con tanto lavoro ed impiego di energie.

I percorsi della Coast2Coast sono quasi tutti frutto di personali mappature. Molti di essi scaturiscono da exploring durati anche settimane prima di arrivare alla definizione del percorso.

Exploring in moto sugli sterrati siciliani: alcune volte durano più giorni e mi attrezzo di tenda per bivaccare in piena campagna.

Gli strumenti.

Molti sono gli strumenti e i software che utilizzo per scoprire e tracciare nuovi percorsi gps. Tra tutti ritengo Google Earth, integrato con altri strumenti di cui parleremo approfonditamente in successivi articoli, molto efficace e rapido, ma soprattutto di facile utilizzo per la creazione dei percorsi. E’ necessaria una certa pratica per riconoscere via immagini satellitari tracce praticabili e serve anche avere un  occhio allenato, che si acquisisce con l’esperienza;  per quanto mi riguarda le verifiche sui percorsi tracciati hanno quasi sempre avuto esito positivo.

Il software Google Earth

Google Earth ha qualche bug, personalmente utilizzo la versione Pro che, tra l’altro, è adesso gratuita, ma a parte la possibilità di misurare aree poligonali, l’utilizzo di Movie Maker per registrare i  video “on-fly” dei percorsi e la possibilità di un migliore output di stampa, ha le stesse caratteristiche e funzionalità delle versione non Pro.
Mancano nel programma di Google tantissime importanti utility, una su tutte, la possibilità di tagliare le tracce, ma il suo grande pregio, dal mio punto di vista, sta soprattutto nella facilità di tracciamento e di creazione dei waypoint.
Un’importante aiuto che si trova su Google Earth è la possibilità di utilizzo diretto di “Street View” che , ove sia stata registrata, rende l’immagine fotografica del luogo utile a verificare intersezioni di percorsi e/o  la presenza di accessi privati.
Esistono molti altri software che riportano la stessa visione satellitare, ma il connubio tra Google Earth e il sempre aggiornato COMPEGPS (adesso Land Air) del quale vi parlerò più avanti, ha finora soddisfatto le mie esigenze. Un aiuto, nel disegnare le tracce con Google Earth, mi viene dall’utilizzo di mappe, quali OpenCyle Map o OpenStreetMap, estratte con un apposito programma, che carico poi di Google Earth come overlay.
Gli overlay sono dei livelli (immagine sovrapposte) da poter inserire sull’immagine satellitare di Google Earth;  possono rappresentare immagini, loghi, foto. Nel mio caso non sono altro che mappe georeferenziate, che vengono soprapposte alla visione satellitare di Google Earth, facendo rilevare dei particolari (strade, nomi, località, ecc.) che magari non apparivano o non erano chiare su Google Earth stesso.

La realizzazione della traccia

Definito il tracciato, creo all’interno della cartella di Google Earth una o due cartelle “waypoint”; il motivo è connesso all’utilizzo cui è destinato il file gps finale in riferimento all’output di stampa (es: realizzazione Roadbook dettagliati). Nel caso delle due cartelle wp, una conterrà i POI, i punti d’interesse ( fonti, rifugi, e qualsiasi altro luogo si intenda segnalare) mentre l’altra raccoglierà tutti i Way Point indicanti cambi di direzione. Il wp sarà in questo caso disposto qualche metro prima del punto di svolta e indicherà tramite abbreviazioni come “dx”, “sx” “drt” la direzione da prendere, così che si è già preparati al successivo step  senza dover prestare molta attenzione alla traccia, che alle volte può trarre in inganno, specie nei punti dove non c’è un cambio netto di direzione o in situazione di percorrenza in velocità.
Quanto descritto viene da me utilizzato solo per realizzare gli exploring su percorsi disegnati preventivamente su mappa, i file gps che preparo per il caricamento ed il following della traccia, riportano esclusivamente i POI.

I waypoints

Un file di GE, salvato solo con i wp POI, sarà utilizzato per l’output grafico, come per esempio le altimetrie, evitando così di affollare, al limite dell’illeggibile, un’altimetria che riportasse anche decine e decine di WP di direzione. Per varie ragioni, salvo i file WP anche separatamente.
In sintesi, con questo metodo, posso utilizzare la categoria di wp che mi interessa creando file  gps ad hoc.

Definito il file “kml” o “kmz” si passa alla seconda fase. Se il nostro lavoro è finalizzato ad ottenere un file da caricare sul  nostro GPS per le nostre verifiche, come il caso che ho prospettato,  bisogna che si converta nel formato più appropriato. A questo scopo utilizzo un software gratuito on line; gpsvisualizer.com che permette qualsiasi conversione e non solo.

Dispone di molti parametri, ma l’opzione più importante da abilitare riguarda  il calcolo delle altezze. Oltre a convertire file, offre una buona utility per realizzare grafici altimetri con indicazione dei  waypoints labels. Tale opzione,  va abilitata in fondo al form e quando troverete la possibilità di leggere i wp sia in verticale che in orizzontale, sappiate che l’autore l’ha realizzata dietro mia precisa richiesta, in quanto le labels  si sovrapponevano quando i wp erano vicini risultando illeggibili; si è meritato una bella donazione!

Schermata di Google Earth: la cartella WPD indica i soli waypoint di direzione, mentre la cartella WPP i waypoint POI (fonti di acqua, rifugi, casolari, ecc.).

Caricare i file gps

A questo punto basta caricare il file sul nostro strumento e procedere alla verifica del percorso disegnato su mappa. Io utilizzo un validissimo Garmin Etrex30 più due vecchi Etrex  XC Legend. Il 30 ha un ottimo rapporto qualità prezzo ed è di utilizzo molto più semplice della serie Edge votata all’agonismo ed all’allenamento.
Non mi dilungo sulle qualità dello strumento perfetto per un uso escursionistico con tutto ciò che necessita (ne parleremo in un confronto tra i vari dispositivi Garmin che utilizzo), come la possibilità di caricare carte custom ed immagini georeferenziate, da utilizzare come waypoint.
I file GPX verificati sul luogo vengono poi integrati con quelli reali e modificati secondo necessità. In questa fase, è importante la raccolta dei waypoint POI, non tutti verificabili in  sede di studio del tracciato. A questo punto, definito tracciato e WP, lo studio continua utilizzando il software Compe GPS Landair attraverso il quale è possibile ricavare  tutte le informazioni dettagliate sul percorso e realizzare tutti gli output grafici, dalle altimetrie ai Roadbook (quando necessari) completi di icone e descrizione.
Altro  software  (obbligatorio per chi utilizza apparecchi Garmin) questa volta gratuito è Basecamp di Garmin, che consentel’utilizzo  delle mappe (openmtbmap e openstretmap) in modo rapido tramite un file exe. Tali mappe sono poi esportabili  sul dispositivo Garmin in vostro possesso. Ho avuto modo di verificare sul territorio sia le tracce del Marocco che quelle tunisine e sono rimasto sorpreso per la loro attendibilità.
C’è da rilevare una certa discordanza (da pochi cm a un paio di metri) tra le rilevazioni vere e i percorsi in traccia, imputabili alla precisione del segnale GPS, anche se comunque non influiscono nella guida reale della traccia.

Altimetria ricavata dal file kml utilizzando i soli WP Poi “WPP” al fine di realizzare l’output grafico

Conclusioni

Personalmente, seguo il percorso sullo strumento servendomi solamente del puntatore, che indica la mia posizione sulla traccia stessa, senza affidarmi alle varie funzioni “goto” che, se non perfettamente impostate, possono a volte portare fuori traccia in presenza di strade limitrofe.
E’ chiaro che ognuno di noi, attraverso l’utilizzo del GPS, ha maturato le proprie tecniche insieme alla preferenze per uno o l’altro software. Questo mio primo scritto propone esclusivamente la mia esperienza di costruzione delle tracce con Google Earth .

La mia esperienza è nata valutando  altri ottimi programmi da OZIEexplorer a OKMap a QlandKArt, che ha poi visto, per quanto mi riguarda, l’accoppiata Google Earth e Compe Land Air, soddisfare appieno le mie esigenze. Ho in programma di valutare più profondamente altri strumenti, tra cui il prossimo, un software GIS come l’ottimo  open source  Qgis che consente molte più possibilità in ordine di output grafico.

Nei prossimi articoli vi parlerò di come estrarre le tracce GPS e utilizzarle sul vostro dispositivo, di come importare mappe utilizzando Garmin Basecamp di come auto costruirvi  mappe georeferenziate custom, partendo dalla digitalizzazione di una mappa cartacea, di come realizzare efficaci roadbook ed altro ancora.

7 thoughts on “GPS, come usarlo: tecniche di mappatura dei percorsi mtb.”
  1. Alessandro

    Bellissimo e chiarissimo post.!!

    • Franco Tedesco Franco Tedesco

      Grazie Alessandro. Questo sarà il primo di una serie di articoli dove metterò a disposizione la mia esperienza nella mappatura di tantissimi percorsi in Sicilia ma anche in nord Africa.

  2. scratera

    se posso dare un suggerimento sull’uso della serie autdoor di mamma garmin…sia seguendo una traccia che seguendo un percorso …in questo ultimo caso sappiamo che ai percorsi piace cambiare…usa la bussola comodo strumento che durante la navigazione non segna il nord ma indica il punto seguente della traccia e mi da quindi sempre l’indicazione da che parte andare sopratutto se la traccia è a forma di otto…per quanto riguarda la serie etrex qua https://onedrive.live.com/?authkey=!AGckSAftARb9UhY&id=E97EF30135544EAF!2432&cid=E97EF30135544EAF ho scritto due righe su come usarli
    ciao paolo

    • Franco Tedesco Franco Tedesco

      Onorato di ospitare il tuo commento! Ho sempre seguito attentamente i tuoi post su mtb forum! Sei stato il mio riferimento ed ho imparato molto con i tuoi consigli, Grazie!

    • Franco Tedesco Franco Tedesco

      thanks so much!

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